mercoledì 23 aprile 2014

Thermald - come evitare il surriscaldamento del nostro personal computer con Linux

In questa guida vedremo come attivare Thermald strumento che monitora e controlla la temperatura della CPU, evitando il surriscaldamento

Thermald - come evitare il surriscaldamento del nostro personal computer con Linux
Uno dei problemi riscontrati da molti utenti è il surriscaldamento del proprio pc portatile soprattutto quando si gioca o si utilizzano software che richiedono gran parte delle performance del nostro sistema.
Per evitare tutto questo i developer di Intel Open Source Technology Center hanno sviluppato Linux Thermal Daemon (Thermald) un tool che monitora e controlla la temperatura del processore, evitando il surriscaldamento della CPU senza un impatto significativo sulle performance del sistema semplicemente utilizzando alcune funzioni specifiche Intel disponibili nel kernel Linux.

Da notare inoltre che thermald applica vari metodi di raffreddamento solo quando la temperatura raggiunge una certa soglia, difficilmente potremo notare una differenza durante il normale utilizzo.

Thermald è un tool incluso nei repository ufficiali di Ubuntu 14.04 Trusty, potremo quindi utilizzarlo anche nelle varie derivate ufficiali e non, non potremo quindi utilizzare questa guida in versioni precedenti, ricordo inoltre che funziona solo su processori Intel e non AMD.
Da notare che per il corretto utilizzo di Thermald  dovremo attivare intel_pstate driver driver che gestisce la performance di CPU Intel recenti con architettura Sandy Bridge, Ivy Bridge e successive.

Per poter attivare Thermald in Ubuntu 14.04 Trusty e derivate dovremo per prima cosa attivare intel_pstate attivandolo dal bootloader GRUB, per farlo basta digitare da terminale:

sudo nano /etc/default/grub

e inseriamo intel_pstate=enable nella riga GRUB_CMDLINE_LINUX_DEFAULT="quiet splash" cosi da farla diventare:

GRUB_CMDLINE_LINUX_DEFAULT="quiet splash intel_pstate=enable"

come da immagine sotto:

grub intel_pstate=enable

fatto questo salviamo il tutto digitando su Ctrl+x e poi s.
Aggiorniamo il nostro bootloader GRUB per inserire le nuove modifiche digitando:

sudo update-grub

e riavviamo la nostra distribuzione, al riavvio potremo testare se intel_pstate è abilitato correttamente digitando:

cat /sys/devices/system/cpu/cpu*/cpufreq/scaling_driver

se tutto corretto dovremo avere come risposta "intel_pstate".
Un altro modo per controllare se è abilitato Intel P-lo stato è utilizzando il seguente comando:

cpupower frequency-info

se tutto corretto dovremo avere informazioni su driver: intel_pstate.

A questo punto possiamo finalmente installare Thermald in Ubuntu 14.04 Trusty e derivate digitando:

sudo apt-get install thermald

e riavviamo, al riavvio avremo attivo Thermald in caso di surriscaldamento il tool andrà a lavorare sul kernel per far diminuire le temperature della CPU.

Thermald è disponibile anche per Arch Linux attraverso AUR.
Per maggiori informazioni su Thermald consiglio di consultare la pagina ufficiale dal progetto dal portale 01.org di Intel e la pagina dedicata dal Wiki di Ubuntu. Ringrazio il blog WebUpd8 fonte della guida.

Controlla i consumi del tuo PC Linux!

Cerchi un software in grado di monitorare i consumi energetici del tuo computer? Sospetti che il tuo notebook possa avere problemi di alimentazione? PowerTOP è la soluzione ai tuoi problemi. Ecco come installarlo e utilizzarlo.

In tempi di crisi, monitorare il consumo energetico dei nostri dispositivi può essere molto utile per tirare le somme di una bolletta che sempre più spesso arriva troppo salata! Ci siamo mai chiesti quanto possa consumare il nostro PC? Molto probabilmente poco, ma è sempre interessante scoprirlo.
Per farlo, Linux ci mette a disposizione numerosi strumenti e fra questo troviamo PowerTOP, uno dei più utili, stabili e apprezzati anche per la sua abilità a diagnosticare eventuali problemi. Questo software è in grado di supportare anche le GPU prodotte da Intel così come quelle degli altri produttori.
Installare PowerTOP è veramente semplice, poiché il tool risulta già pacchettizzato, almeno su Ubuntu. Avviamo quindi il terminale e lanciamo il comando:
sudo apt-get install powertop
Se nei repository della nostra release di Ubuntu è presente, ci basta aggiungere i giusti PPA. Digitiamo dunque:
sudo add-apt-repository ppa:nilarimogard/webupd8
e aggiorniamo l’elenco con:
sudo apt-get update
Procediamo quindi all’installazione del software proprio come visto qualche riga più in su:
sudo apt-get install powertop
Al termine dell’installazione possiamo iniziare ad utilizzare PowerTOP. Sempre da Terminale lanciamo:
sudo powertop –html=powertop.html
Per generare un reporto in formato HTML da consultare in tutta tranquillità. Apriamo quindi il file di output con il nostro browser preferito e analizziamo tutti i dati riportati.
PowerTOP

Usi Ubuntu in multi-monitor? Ecco i tweaks più utili!

Molti di noi, per un motivo o per un altro, utilizzano sulla propria Ubuntu una configurazione multi-monitor: così facendo possiamo visualizzare più comodamente contenuti separati, magari una pagina Web su un monitor e un editor di testo sull’altro.
Peccato, però, che almeno su Ubuntu ci potremmo ritrovare di fronte ad alcuni piccoli problemi che potrebbero risultare alquanto fastidiosi.
Qualcuno potrebbe infatti desiderare di visualizzare un video in flash a schermo intero mentre si lavora sull’altro monitor o magari spostare le finestre da uno schermo all’altro utilizzando esclusivamente delle scorciatoie da tastiera. Qualcun altro, invece, potrebbe voler estendere lo stesso sfondo desktop su più monitor o utilizzarne uno diverso su ogni schermo.
Ma per ognuna di queste problematiche c’è una soluzione. Analizziamola una per una.
Se vogliamo spostare una finestra da un monitor all’altro utilizzando una scorciatoia da tastiera ci tocca avviare il terminale (Ctrl+Alt+T) e da qui lanciare il comando:
sudo apt-get install compiz-config-settings-manager
per installare CCSM. Di default, infatti, tale funzionalità non è implementata. La procedura funziona sia per Compiz che per il più recente Unity.
Al termine dell’installazione, avviamo il Gestore delle configurazioni CompizConfig e cerchiamo il plugin Put. Attiviamolo e personalizziamone le impostazioni.
In particolare, nel tab Bindings, clicchiamo su Disabled. Spuntiamo invece Enabled accanto a Put to Next Output. Non ci resta che assegnare una nuova combinazione di tasti, ad esempio Ctrl + Tab. Confermiamo con OK: tutto è pronto per mettere alla prova la nostra nuova configurazione.

Se invece vogliamo visualizzare un video in flash a schermo interno su un solo monitor tutto  diviene più semplice. Clicchiamo sul video e digitiamo la combinazione di tasti che abbiamo configurato  in precedenza.L’intero video dovrebbe riprodursi sull’altro monitor e possiamo ora riprodurlo a schermo intero.
Diversamente, come già detto, potremmo voler estendere lo sfondo del desktop su più monitor o usare un wallpaper diverso per ogni monitor disponibile.
In questo caso, ci tocca installare l’utility SyncWall. Per farlo, avviamo il terminale e digitiamo il comando:
sudo add-apt-repository ppa:nilarimorgard/webupd8
seguito da:
sudo apt-get update
e
sudo apt-get install syncwall
Ad installazione conclusa, avviamo il software e raggiungiamo il tab Preferences. Da qui, spostiamoci nella sezione Display Parameters e, in Multi Monitor Display, selezioniamo la voce Extend image (one file for all monitors).

Uno strumento del tutto simile a SyncWall, ma che consente di impostare uno sfondo diverso per ogni desktop è Nitrogen. Per installarlo lanciamo da terminale il comando:
sudo apt-get install nitrogen
e al termine dell’installazione, avviamolo digitando da linea di comando:
nitrogen

La procedura non finisce qui. Per essere certi di abilitare gli sfondi diversi per ogni monitor, avviamo il terminale e digitiamo:
sudo apt-get install gnome-tweak-tool
Avviamo il software e nella sezione Desktop impostiamo su OFF l’opzione Have file manager handle the desktop.
Infine, aggiungiamo
nitrogen –restore
come applicazione d’avvio.
Fonte: Web Upd8

Convertire FLAC in MP3? Un gioco da ragazzi!

Se siamo audio fili a tal punto da aver acquistato un ottimo impianto dolby collegato ad un altrettanto superba scheda audio, non possiamo non ascoltare la nostra musica preferita in formato FLAC, decisamente più fedele di un MP3. Ma se volessimo, ad esempio, riprodurre gli stessi brani in auto, dove magari la nostra autoradio non è capace di riprodurre i FLAC? Non abbiamo altra scelta che procedere ad una conversione degli stessi.
Fortunatamente è un’operazione semplice e veloce. Tutto quello che ci occorre è la semplice utility Sound Converter. Scopriamo come installarla ed usarla nelle più recenti release di Ubuntu.
Il software è già pacchettizzato e presente nell’Ubuntu Software Center: avviamolo e ricerchiamolo. Procediamo quindi al download con successiva installazione cliccando sul pulsante Installa e confermiamo digitando la password di amministrazione del sistema.

Al termine, avviamo Sound Converter dalla Dash. Dall’interfaccia grafica principale del software, clicchiamo su Preferenze. Da Where to place results indichiamo il percorso nel quale vogliamo che vengano salvati i brani audio ottenuti in output. Spostiamoci quindi nella sezione Type of result. Dal menu a tendina Format, selezioniamo l’estensione che preferiamo: possiamo scegliere fra Ogg, MP3, FLAC, WAV, OPUS e GNOME Audio Profile.
sound-converter2
Possiamo quindi terminare con Chiudi. Ritorniamo all’interfaccia grafica principale di Sound Converter e clicchiamo su Add File. Raggiungiamo il percorso nel quale sono presenti i file da convertire e selezioniamoli. Non ci resta che avviare il processo con un clic sul pulsante Converti. Buon ascolto!
sound-converter3

VirtualBox: installiamo i driver USB

Vogliamo mettere alla prova una nuova distro? Abbiamo la necessità, per un motivo o per un altro, di dover avviare una copia di Windows ma non abbiamo la minima intenzione di partizionare il nostro disco? Per questi e per tantissimi altri motivi, a correrci in aiuto ci sono le virtual machine e fra i software più apprezzati e, soprattutto, Open Source c’è VirtualBox che può essere scaricato (gratuitamente) dal sito Web ufficiale del progetto o dal gestore dei pacchetti della distribuzione in uso (è già pacchettizzato per tutte quelle più in voga).
Virtualizzare un qualsiasi sistema operativo è davvero semplice e veloce. Come molti di noi sapranno già, infatti, c’è una comoda procedura guidata che permetterebbe di mettere alla prova qualsiasi OS anche ad un neofita. Tutto quello che dobbiamo fare è indicare le risorse hardware da demandare alla macchina virtuale (numero di CPU, quantità di memoria RAM e di spazio su disco rigido) e il percorso nel quale è presente l’immagine ISO del sistema che vogliamo virtualizzare. Fatto ciò, siamo subito pronti ad avviare il nostro sistema virtualizzato che, avrà anche connettività di rete (con configurazione NAT, anche se possono essere effettuati setup differenti).
E se volessimo condividere delle periferiche USB anche con la macchina virtuale? Il più delle volte, non ci si ritrova di fronte a strane problematiche ma può pur sempre capitare di fronte a seri grattacapi. Quali? Il non riconoscimento della periferica collegata al PC. Come risolvere tale inconveniente?
La risposta arriva ponendosi un’altra domanda: sono installati i driver USB per VirtualBox? Se la risposta è negativa, non ci resta che raggiungere il sito Web ufficiale del software e procedere al download del pacchetto VirtualBox Oracle VM VirtualBox Extension Pack.
Al termine del download, non dobbiamo far altro che avviare VirtualBox e spostarci nel menu Preferenze (presente in File). Da qui, clicchiamo sulla scheda Estensioni e confermare con Aggiungi pacchetto. Raggiungiamo il percorso nel quale abbiamo salvato l’estensione scaricata poco fa e confermiamo con Apri. Quando l’installazione sarà terminata, riavviamo il software e verifichiamo che tutto sia andato per il verso giusto. Prima, però, accediamo alle Impostazioni di tutte le macchine virtuali già create e, nella scheda USB, attiviamo l’opzione Abilita controller USB 2.0 (EHCI).
virtualbox-usb
Fonte: OMG! Ubuntu!